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L’inquinamento aggrava l’asma, un Centro in alta quota può curarlo

InquinamentoOltre il 40% dei bambini che soffrono d’asma in Lombardia vive a Milano, una delle 5 città italiane (insieme a Roma, Bologna, Firenze e Torino) in cui la malattia e cresciuta di più nell’ultimo decennio, in particolare a causa dell’inquinamento atmosferico. La Pianura Padana resta l’area del vecchio continente dove si respira peggio, e Milano (anche se il trend ora sembra più “verde”) è ancora la 13° città più inquinata d’Italia, prevalentemente a causa del trasporto su gomma. È senza dubbio anche per questo che l’asma e i disturbi respiratori sono la terza causa di ricovero ospedaliero pediatrico in Lombardia. In effetti, studi scientifici hanno dimostrato che, anche a concentrazioni ambientali relativamente basse, ozono e particolato provenienti dal traffico sono causa diretta dell’aumento delle visite in pronto soccorso per asma pediatrico.

Asma e inquinamento
Delle diecine di migliaia di bambini con asma, che vivono nelle grandi città, il 5% circa ha una forma di asma persistente, che può diventare più difficile da trattare
Resistenza ai farmaci
Nonostante dosi sempre più elevate di farmaci, non si riesce a controllare i sintomi della malattia, con conseguenze immaginabili sulla qualità della vita dei piccoli e delle loro famiglie.

Quella dell’asma di difficile trattamento è una condizione che non deve essere sottovalutata, perché può portare appunto a frequenti ricoveri in pronto soccorso e a volte, purtroppo, a un’insufficienza respiratoria letale.

Una cura in alta quota, specie quando l’asma è “difficile”

Secondo numerosi studi scientifici, l’asma e i disturbi del respiro del bambino, e in particolare l’asma di difficile trattamento, si possono curare efficacemente in montagna, dove le condizioni climatiche peculiari garantiscono una ridotta esposizione ad allergeni (acari e pollini) e inquinanti ambientali, cioè due tra le condizioni più importanti per il successo della terapia del bambino con asma.

Misurina_Lake“In alta quota, – spiega il Dott. Alfredo Boccaccino, Direttore Scientifico del “Pio XII”, – l’assenza di inquinanti nell’aria respirata riduce l’infiammazione polmonare e consente un migliore controllo e una più sicura sospensione della terapia di fondo nel bambino asmatico o con respiro sibilante. Inoltre, la bassa umidità dell’ambiente (anche all’interno dell’Istituto l’umidità non supera mai il 40%) rende la vita difficile agli acari e ne riduce di molto la presenza”.
Un’altra carta vincente della montagna nei confronti dell’asma, – aggiunge Boccaccino, – è la minore pressione parziale d’ossigeno e una densità dell’aria del 30% inferiore rispetto a quella a livello del mare. L’aria riesce così a penetrare più facilmente nell’apparato respiratorio del bambino e si riducono in modo naturale le resistenze bronchiali. Importanti studi clinici hanno evidenziato come questi benefici si estendano anche ai bambini con asma non allergico”.

Ma l’aria buona non basta. Ci vuole un Centro specializzato

In condizioni di asma difficile, con tosse persistente e crisi ricorrenti a indicare che la malattia non è più sotto controllo, non basta però allontanare il bambino dalla città e dall’inquinamento, per una semplice vacanza, ma occorrono Centri specializzati di eccellenza, capaci prima di tutto di porre diagnosi accurate. Anche perché solo il 50% di questi bambini è affetto da una vera asma resistente alla terapia. In molti casi, infatti, la prima diagnosi risulta errata e in altri, i bambini non sono in realtà resistenti, ma semplicemente non seguono le terapie come prescritto.

Il solo Centro clinico esclusivamente pediatrico in Europa per la terapia dell’asma in alta quota si trova sulle rive del lago di Misurina, a 1.780 mt di altitudine, a mezz’ora da Cortina d’Ampezzo. È l’Istituto “Pio XII”, una Onlus, istituzione senza scopo di lucro che dal 1996 è Centro di diagnosi, cura e riabilitazione dell’asma infantile, convenzionato con il Servizio Sanitario Nazionale.

 

Misurina, un luogo terapeutico unico

Dotato di servizi ambulatoriali specialistici 365 giorni l’anno e di uno staff medico presente 24 ore su 24, l’Istituto “Pio XII” offre anche un percorso educativo per i pazienti ricoverati. Una volta rientrato a casa, il bambino e la sua famiglia non sono però lasciati a loro stessi, – precisa Alfredo Boccaccino. – Oltre a ‘riconsegnare’ idealmente il piccolo paziente al suo medico curante, l’équipe di Misurina, grazie a una disponibilità telefonica 24 ore su 24 dello staff medico, ha infatti creato un monitoraggio domiciliare, una sorta di ‘cordone ombelicale’ al servizio della famiglia, che permette alle mamme di poter restare in contatto con il “Pio XII” per ogni dubbio, incertezza e consiglio in caso di bisogno. È anche grazie a questo, che in molti bambini si riesce a ridurre la terapia, e in tutti si ottiene comunque di ridurre gli accessi al pronto soccorso per crisi d’asma”.

L’Istituto “Pio XII”, grazie alle condizioni climatiche favorevoli – alta quota, ricchezza di radiazioni UVA e vegetazione caratteristica – e alla presenza di un’unità altamente specializzata, è dunque un luogo terapeutico unico, dove è possibile migliorare le condizioni di salute dei bambini con asma di difficile trattamento, riducendo l’utilizzo dei farmaci.

Del resto, per i molti bambini (oggi adolescenti) che si sono curati a Misurina, e per i loro genitori, la distanza da casa e i lunghi soggiorni non hanno rappresentato un problema.
Sì, perché a Misurina si respira un’atmosfera particolare, e non soltanto dal punto di vista climatico, – conclude Alfredo Boccaccino, – una specie di magia, che accende la dedizione degli operatori e contribuisce al benessere dei piccoli ospiti e delle loro famiglie”.

Scopri le tipologie di servizio all’Istituto “Pio XII” di Misurina

Riferimenti

  • Chellini E, Talassi F, Sestini P et al. Epidemiol Prev. 2005;29(2 Suppl):14-23.
  • Esposito S, Galeone C, Lelii M et al. BMC Pulm Med 2014;14:130.
  • Carloni I et al. Prospettive in Pediatria 2012; 42(166):98-105.
  • Strickland MJ et al. Am J Respir Crit Care Med 2010; 182:307–316.