Essere genitori di un bambino con l’asma

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Per un bambino, avere l’asma non è facile. E anche essere genitori di un bambino o di un adolescente con l’asma può essere difficile.

Tutta la famiglia è coinvolta

L’asma è una malattia che coinvolge tutta la famiglia e che ha ripercussioni sui genitori e sui fratelli del bambino che ne soffre, – spiega la Dr.ssa Alberta Xodo, Psicologa e Psicoterapeuta presso l’Istituto “Pio XII” Onlus. – È una cosa di cui non si tiene mai abbastanza conto. Gli studi scientifici sono concordi nel mostrare che l’asma è correlato soprattutto a stati ansiosi sia nei bambini sia nei loro familiari, fratelli inclusi”.

Per la comprensibile premura di aiutare il nostro bambino, diventiamo fin troppo protettivi. Temiamo che il bambino possa sviluppare una crisi d’asma, e lo teniamo lontano da molte delle attività più comuni per la sua età, non lo lasciamo andare a giocare a pallone con i compagni, dormire a casa di un amichetto, oppure partecipare a un gruppo scout e fare gite insieme agli altri.

A scuola e con gli amici

Sul piano sociale, questa situazione fa sì che il bambino diventi sempre più isolato, anche a scuola. “Immaginate che cosa significa per un bambino di otto o dieci anni anche soltanto non fare la ricreazione con gli altri o non frequentare l’ora di educazione fisica, – avverte la Dr. Xodo. – In questo modo, il bambino non sviluppa abbastanza le necessarie competenze sociali e può addirittura essere a rischio bullismo, proprio a causa del suo isolamento”.

E noi genitori, a nostra volta, diventiamo sempre più ansiosi, in un circolo vizioso davvero controproducente.

In famiglia

Il bambino, però, “non capisce perché gli vietiamo tutte le attività che magari sono concesse al fratellino o alla sorellina, – aggiunge la Dr.ssa Xodo. – Così ci si oppone, diventa litigioso, quando può disobbedisce, oppure dice le bugie, proprio per conquistarsi quello spiraglio di libertà di cui tanto ha bisogno”.

E se c’è un fratello o una sorella, questa situazione si ripercuote anche su di loro. “Ma perché non possiamo tenere un cane? Perché non mi lasci andare a giocare dal mio amico solo perché ha un gatto? Perché mi tocca sempre cambiarmi appena entro in casa solo perché lui ha l’asma? Perché non andiamo mai in campeggio al mare e dobbiamo sempre andare in vacanza in montagna?” Per un genitore, gestire tutto questo è difficilissimo ed è a sua volta fonte di nuova ansia.

Tra i genitori

Molto spesso questa situazione genera anche conflitti tra mamma e papà, all’interno della coppia dei genitori. “Spesso la mamma “iperinveste” il rapporto con il bambino, – chiarisce la Dr.ssa Xodo, – e può ‘dimenticare’ o trascurare il partner. Oppure, può scambiare per disinteresse o leggerezza il fatto che il papà sia invece soltanto un po’ meno ansioso di lei, ma può valere anche l’opposto, s’intende”.

 

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