I fattori di rischio per l’asma bronchiale sono rappresentati da:

GENERE

L’asma è più frequente nel sesso maschile rispetto al femminile, soprattutto nel primo anno di vita.

ALLATTAMENTO ARTIFICIALE

L’allattamento al seno protegge nei primi mesi e anni di vita dalle infezioni respiratorie, per cui risulta un fattore protettivo nei confronti del wheezing non atopico, ovverossia il wheezing precoce in corso di virosi; ne consegue che l’allattamento artificiale rappresenta un fattore di rischio per lo sviluppo di wheezing in età precoce, correlato per l’appunto allo sviluppo di infezioni.

FUMO DI SIGARETTA

Il fumo di sigaretta è molto importante nell’influenzare lo sviluppo di asma nei primi anni di vita: fumare durante la gravidanza appare direttamente correlato all’espressione successiva di atopia; inoltre una madre che fuma può essere responsabile dell’induzione dell’iperreattività bronchiale nel neonato. Il fumo passivo eleva dell’80% il rischio dell’evoluzione in asma del wheezing precoce e della dermatite atopica. Anche il fumo di “terza mano” che si deposita in casa, sui capelli e sui vestiti è altrettanto nocivo.

INQUINAMENTO AMBIENTALE

L’inquinamento ambientale è una chiara causa di peggioramento dell’asma, in quanto esiste una netta correlazione tra l’entità dell’inquinamento e il deficit della funzionalità respiratoria. Un altro fattore importante da considerare per l’insorgenza della malattia asmatica è il contatto del bambino piccolo con il materiale sintetico: l’uso del cuscino e delle coperte sintetiche nei primi mesi di vita si associa a maggiore rischio di asma e dermatite atopica, questo perché il materiale sintetico, con trama del tessuto più larga, facilita la presenza di allergeni di cani, gatti e acari.

FATTORI DIETETICI

L’apporto di omega-3 (contenuto nell’olio di pesce e nel pesce fresco in generale) riduce il rischio di asma perché riduce la flogosi bronchiale e quindi determinano una minor infiammazione delle vie aeree. Anche sostanze come la vitamina C, il beta-carotene, il Magnesio e il Selenio hanno la stessa funzione. Bambini con bassi livelli ematici di tali sostanze hanno il 60% di possibilità di avere wheezing persistente contro il 20% dei bambini con livelli ematici più elevati. Di qui l’importanza di assumere tali elementi con una dieta ricca di frutta, verdura e pesce freschi suggerita in maniera costante durante le visite. È inoltre importante ricordare l’azione preventiva e protettiva che possono avere determinate sostanze: l’assunzione di Vitamina D, Vitamina E e Zinco in gravidanza riduce sensibilmente il rischio di wheezing a 3 e 5 anni e di dermatite atopica.

OBESITÀ E ATTIVITÀ FISICA

Nei bambini obesi la possibilità di sviluppare asma tra gli 11 e i 13 anni aumenta da 5 a 7 volte. Questo avviene per un meccanismo legato alla Leptina, una proteina iper-espressa nell’obeso che aumenta l’infiammazione a livello sistemico e bronchiale, oltre che per un’ impedimento meccanico dovuto all’accumulo di adipe che determina una maggior difficoltà di espansione polmonare e quindi una maggior difficoltà respiratoria. Il ruolo dell’inattività fisica è altrettanto di rilievo, in quanto essa determina una minor presenza di respiri profondi (propri dell’attività fisica) che sarebbero in grado di ridurre l’ipereattività bronchiale.

ATOPIA

La predisposizione atopica di origine genetica, data da una maggior produzione di IgE ed IgG, da una maggior tendenza al rilascio di istamina da parte dei basofili e dall’assenza di una proteina detta filaggrina (componente dello strato corneo della cute) aumenta il rischio di sviluppare asma, dermatite atopica e rinite allergica.

ESPOSIZIONE AGLI ALLERGENI

L’esposizione massiva e precoce ad allergeni quali acari, pelo di cane e gatto ed alternaria, oltre che ai pollini più aggressivi, può determinare un aumento del rischio di sensibilizzazione e conseguentemente allo sviluppo di patologia asmatica.

INFEZIONI

È noto che le frequenti infezioni nelle prime epoche di vita determinano una maggior prevalenza delle malattie allergiche in generale e dell’asma in particolare. Di rilievo il ruolo dei virus nello scatenare l’episodio acuto di asma e tale rischio è maggiore se l’infezione si sovrappone ad una sensibilizzazione ed esposizione allergenica. Particolarmente importante risulta il ruolo della bronchiolite nel successivo sviluppo di patologia asmatica: l’infezione da RSV in età neonatale rende il bambino più soggetto a sviluppare patologie respiratorie: i lattanti e i bambini che hanno avuto la bronchiolite hanno più frequentemente wheezing ricorrente scatenato dalle infezioni virali nei primi 5 anni di vita fino a tutta la prima decade di vita.