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La difficile sfida di gestire l’asma nell’adolescenza

Per la maggior parte dei giovani, l’adolescenza è una fase della vita di grande confusione e disorientamento. Ma per quelli che soffrono di una malattia cronica come l’asma lo è ancora di più. Per un ragazzo di 12-15 anni, ricevere una diagnosi di asma è molto probabilmente fonte di sconforto e di “rigetto” verso una malattia che lo costringe a dipendere da medici e farmaci, e che lo fa sentire diverso dai coetanei. D’altro canto, per chi invece soffre di asma fin da bambino, si tratta spesso di passare dalle cure di un pediatra, che si conosce da anni, a quelle di uno sconosciuto medico degli adulti. E ciò può compromettere in modo significativo la buona riuscita di quelle stesse cure.

Avere l’asma durante il periodo dello sviluppo ha importanti implicazioni psicologiche. Il “peso” dell’asma si fa sentire sulla vita quotidiana, sulla frequenza scolastica, sulla qualità del sonno, sulla partecipazione al gioco e alle attività sportive con i coetanei, e finisce per nuocere all’autostima e per aumentare l’isolamento nei confronti dei compagni e degli amici, del gruppo dei pari. Può addirittura verificarsi un ritardo nella pubertà, con potenziali deficit nella maturazione fisica e sessuale rispetto ai coetanei che non hanno l’asma. È certo anche per questo che il rischio di problemi comportamentali gravi negli adolescenti con asma grave è quasi tre volte superiore a quello dei giovani che non hanno l’asma.

Una competenza speciale per pazienti “speciali”

Sul piano pratico, prendersi cura di un adolescente con asma comporta la capacità di tener conto dei rapidi cambiamenti fisici, emotivi, cognitivi, e sociali che si verificano durante questa fase della vita. Tutto è più complicato, a cominciare dalla diagnosi, dal momento che gli adolescenti tendono a negare la loro malattia. Per evitare che un adolescente riceva cure inadeguate o eccessive, per esempio, è necessario che la diagnosi di asma si basi su una visita medica ancora più accurata e sulla valutazione oggettiva del grado di ostruzione e di iperreattività delle vie aeree, effettuate in un centro clinico adeguato.

Ma l’essere adolescenti può rendere più problematica anche la gestione della malattia, una volta diagnosticata, perché i ragazzi che si trovano in questa vulnerabile fascia di età hanno spesso una limitata capacità di comprendere e di accettare le informazioni circa la natura della malattia. Così, spesso non osservano le prescrizioni mediche. Risultato: il medico può scambiare un’asma scarsamente controllata per asma di difficile trattamento, mentre si tratta “soltanto” di ribellione adolescenziale.

Le opportunità del “Pio XII”

Per tutte queste ragioni, una struttura sanitaria e un’équipe abituate da anni a prendersi cura anche degli adolescenti, come l’Istituto “Pio XII” Onlus di Misurina, ha ottime possibilità di intervenire nel modo migliore.

 

AlbertaXodo-psicologa_small“I programmi educativi, le misure per allontanare il paziente dall’esposizione agli allergeni e agli inquinanti ambientali, l’uso corretto dei farmaci insieme a un approccio psicologico qualificato, e una speciale attenzione da parte degli operatori sanitari sono tutti fattori molto importanti per la gestione dell’asma nell’adolescenza. I pazienti adolescenti devono diventare alleati, vanno coinvolti e motivati a darsi obiettivi di trattamento negoziati in precedenza, piuttosto che imposti. Con una particolare attenzione alla cessazione del fumo e all’interrelazione tra attività fisica, obesità e asma”. Dr.ssa Alberta Xodo, Psicologa e psicoterapeuta Istituto “Pio XII”

 

Scopri il Programma di educazione alla salute del “PioXII”

Scopri il Servizio di consulenza psicologica di Misurina

 

Riferimenti

  1. de Benedictis D, Bush A. Asthma in adolescence: Is there any news? Pediatr Pulmonol 2017;52(1):129-138.
  2. Towns SJ, van Asperen PP. Diagnosis and management of asthma in adolescents. Clin Respir J 2009;3(2):69-76.
  3. Elers J, Backer V. Management of Asthmatic Adolescents. Ann Resp Medicine 2009.