L’Asma

L’asma bronchiale è la più frequente malattia cronica dell’infanzia e dell’adolescenza, una delle principali cause di assenze da scuola e ricovero in ospedale. La malattia ha assunto negli ultimi anni caratteristiche di diffusione e gravità preoccupanti, sia in termini di morbilità che di mortalità.

Con tre mesi di esercizio quotidiano a media altitudine, si può ottenere un miglioramento significativo dei sintomi e della funzione polmonare.

In Italia, in età prescolare, il 25% soffre di crisi d’asma almeno una volta nella vita, mentre in età scolare ne soffre mediamente 1 bambino su 10. E circa il 5% soffre di asma grave persistente, con un impatto importante sulla qualità di vita dei piccoli pazienti e dei loro familiari.1 Nelle grandi città si registra una prevalenza ancora più alta, con numeri in continua crescita.

L’asma è una di quelle malattie che esordiscono durante l’infanzia, ma le cui conseguenze persistono fino all’età adulta. Diversi studi evidenziano un’associazione tra disturbi respiratori nella prima infanzia e negli adulti. E, in effetti, l’ospedalizzazione per patologie polmonari durante la prima infanzia correla con la presenza di sintomi respiratori nei giovani adulti.2 Di più: per un bambino in età scolare, avere respiro sibilante, asma e una funzione polmonare compromessa può aumentare il rischio di sviluppare una broncopneumopatia cronica in età adulta.3-5

Le persone con asma, specie se grave e refrattaria, possono trarre giovamento dal trattamento in montagna, indipendentemente dalla loro sensibilità agli allergeni dispersi nell’aria. Con tre mesi di esercizio quotidiano a media altitudine, si può ottenere un miglioramento significativo dei sintomi e della funzione polmonare.


La fibrosi cistica

La fibrosi cistica, – cosiddetta malattia invisibile, perché non ha di solito manifestazioni esteriori visibili, – è la malattia genetica grave più diffusa. In Italia, colpisce circa un nuovo nato ogni 2.500-3.000, con 200 nuovi casi all’anno, senza differenze tra maschi e femmine. Oggi quasi 6.000 bambini, adolescenti e adulti affetti da FC sono curati nei Centri Specializzati in Italia.

La fisioterapia respiratoria è tra le risorse più importanti anche per la gestione della fibrosi cistica.

È una patologia multiorgano, che ha per bersagli principali l’apparato respiratorio e quello digerente, a causa di una mutazione del gene CFTR (Cystic Fibrosis Transmembrane Regulator) che determina la produzione di muco e di secrezioni eccessivamente dense. Tra le conseguenze respiratorie, l’ostruzione dell’albero bronchiale, con tosse persistente, respiro sibilante, affanno e infezioni bronchiali e polmonari ricorrenti.

Come per l’asma,6 numerosi studi riconoscono che la fisioterapia respiratoria è tra le risorse più importanti anche per la gestione della fibrosi cistica, aiutando a rimuovere le secrezioni bronchiali stagnanti, promuovendo l’efficienza respiratoria e favorendo l’attitudine al movimento e all’esercizio fisico. Per esempio, l’uso costante di attività fisica moderata-intensa con sessioni di più di 10 minuti ciascuna, è associata a un minore declino nel FEV1 nei tre anni successivi.7


Riferimenti bibliografici

  1. Chellini E, Talassi F, Sestini P et al. Epidemiol Prev. 2005;29(2 Suppl):14-23.
  2. Svanes C et al. Respiratory Medicine 1998; 92;1003-1009.
  3. Bui DS et al. Am J Respir Crit Care Med 2017 Feb 1. doi: 10.1164/rccm.201606-1272OC. [Epub ahead of print]
  4. Berry CE et al. Am J Respir Crit Care Med 2016;194(5):607-612.
  5. Tagiyeva N et al. Am J Respir Crit Care Med 2016;193(1):23-30.
  6. Bersuch E et al. Pediatr Allergy Immunol 2017;28(8):768-775.
  7. Cox NS et al. ERJ Open Res. 2018;4(2).