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Asma e fumo

L’apparato respiratorio è il cancello tra l’ambiente esterno e il nostro organismo e subisce per primo gli effetti di quello che respiriamo, soprattutto le particelle dannose che inaliamo in ambienti inquinati o fumosi. Il primo effetto è proprio nei bronchi, le cui pareti sono rivestite di cellule con molteplici e importanti funzioni che possono essere danneggiate.

Ilfumo di tabacco è un aerosol di sostanze nocive. Oltre alla nicotina (responsabile della dipendenza dal fumo) contiene migliaia di sostanze dannose che provocano infiammazione cronica dei bronchi, oltre all’effetto cancerogeno. Ne conseguono una ridotta capacità di difesa verso virus e batteri, ispessimento delle pareti dei bronchi con riduzione del loro calibro e quindi dello spazio attraverso il quale passa l’aria. Col perdurare dell’esposizione nociva viene danneggiata tutta la struttura dei polmoni.

L’effetto negativo del fumo è amplificato dalla presenza di una malattia respiratoria cronica come l’asma. Infatti, l’azione irritante e infiammatoria del fumo aggrava la patologia.

L’effetto negativo del fumo è maggiore quando i polmoni sono in via di sviluppo. Normalmente, il polmone è in fase di crescita fino ai 20-25 anni, età alla quale si raggiungono i più alti valori di flussi e volumi. L’esposizione al fumo nella delicata fase di sviluppo compromette la regolare crescita dei polmoni, quindi, la salute respiratoria in età adulta.

Fumare in casa, in macchina o in ambienti in cui sono presenti i piccoli predispone i loro bronchi all’infiammazione e all’avvio del processo allergico.
Anche il fumo materno in gravidanza è dannoso. È infatti responsabile di basso peso del bambino alla nascita, di un danno allo sviluppo del polmone del feto con alterazioni della struttura dell’organo, volumi polmonari ridotti e valori spirometrici alterati. Tutto ciò rende il neonato e il bambino più sensibile a successivi “insulti”.

Ancora due parole per parlare del fumo di terza mano, molto meno noto del fumo passivo o di seconda mano. Consiste nel contatto con sostanze provenienti dalla combustione del tabacco depositate negli ambienti frequentati dai fumatori e passate agli altri attraverso contatti involontari. Anche in questo caso (come nl caso del fumo passivo) i più a rischio sono i bambini. Quindi, quando ci sono bimbi in casa non è sufficiente uscire sul balcone a fumare ma bisognerebbe anche cambiarsi gli abiti al rientro.

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Staff Misurina