+39 0435 39008 info@misurinasma.it

Asma e sport invernali

L’asma indotta dall’esercizio fisico è un problema comune tra chi pratica una attività sportiva, in particolare tra quelli che praticano le discipline sportive invernali che si svolgono sulla neve e sul ghiaccio.

Contrariamente a quanto potrebbe suggerire il nome, l’esercizio fisico in sé non è l’innesco per l’asma.

Piuttosto, è l’iperventilazione (una respirazione rapida e profonda) indotta dall’esercizio fisico stesso che può causare l’asma, che in combinazione con le condizioni ambientali, in cui viene praticata l’attività sportiva, aumenta il rischio di insorgenza di sintomi asmatici.

L’iperventilazione in corso di esercizio fisico e lo stimolo principale dell’asma da sforzo, mentre altri fattori tra loro collegati e interagenti possono amplificare l’intensità della risposta bronchiale: il controllo dell’asma; il tipo, la durata e l’intensità dell’esercizio fisico; le condizioni climatiche e ambientali in cui l’esercizio viene svolto. Ciò, spiega perché gli sport richiedenti elevati livelli ventilatori (sport aerobici di endurance) siano quelli a più alto rischio di asma da sforzo e perché una parte significativa della variabilità nella prevalenza dell’asma tra le varie discipline sportive è anche il risultato dell’influenza ambientale e climatica (per es. sport invernali).

In particolare, quando si praticano gli sport invernali e soprattutto durante un’attività fisica intensa, si possono inspirare grandi volumi di aria fredda e secca attraverso la bocca. L’aria inspirata, che normalmente viene riscaldata e umidificata dal naso, entra nelle vie aeree più fredda e secca del solito, innescando il broncospasmo. Quanto più fredda e secca sarà l’aria iperventilata tanto maggiore sarà lo stress a livello dei bronchi con effetto broncocostrittore.

Ciononostante, chi ha l’asma può praticare la maggior parte degli sport sia livello amatoriale che agonistico, anche con successo. Questo vale anche per gli sport invernali. In linea di massima gli sport per i quali esiste una quasi assoluta controindicazione sono quelli che comportano un grave rischio nel caso di malessere improvviso, e quelli che si svolgono in ambienti o condizioni estreme. Comunque, la pratica di una attività sportiva deve essere subordinata ad una adeguata valutazione pneumologica che valuti la gravità del quadro clinico-funzionale e il controllo dell’asma. Infatti, il controllo dell’asma attraverso un adeguato trattamento farmacologico e non farmacologico rappresenta la condizione essenziale e indispensabile per poter praticare l’attività sportiva in sicurezza e con profitto agli stessi livelli dei coetanei non asmatici. In particolare, è necessario proteggere l’asmatico dall’azione bronco-costrittiva dell’esercizio fisico attraverso una adeguata e regolare terapia farmacologica di fondo e se necessario l’uso di farmaci broncodilatatori prima dell’impegno sportivo. In aggiunta al trattamento farmacologico è utile e consigliabile un adeguato riscaldamento prima dell’impegno sportivo specifico e nelle giornate molto fredde e secche può essere utile coprire la bocca e il naso con una sciarpa o con apposite maschere in modo tale da riscaldare e umidificare l’aria inalata.

L’ambiente alpino, offrendo non solo le condizioni perfette per diversi sport invernali, ma anche aria pulita, in associazione alle evidenze sui benefici apportati dalla pratica di una regolare attività fisica nel trattamento dell’asma permettono di raccomandare la pratica di discipline sportive invernali ai pazienti asmatici con un buon controllo della malattia.