Asma grave resistente: nuovi farmaci (costosi), ma non per tutti

Nell’ultimo quarto di secolo, a causa dei sempre più rapidi cambiamenti climatici, il periodo d’impollinazione della parietaria, uno dei nemici più pericolosi delle persone allergiche, è aumentato di 85 giorni l’anno (lo riferisce una recente indagine condotta in Liguria). E l’inquinamento dell’aria, specie nelle grandi città, continua a essere causa dell’aggravamento dei sintomi in chi soffre di disturbi respiratori, specialmente nei bambini. Secondo l’ultimo rapporto dell’Agenzia europea per l’ambiente, proprio l’inquinamento da polveri sottili, da biossido d’azoto e da ozono, è responsabile di gravi conseguenze.

Nei bambini con asma allergico, per esempio, può accadere che i sintomi persistano anche aumentando dosaggi e posologia dei farmaci abituali. Si chiama “asma di difficile trattamento” che nel bambino viene definito anche “asma grave”: ne soffre il 5% dei piccoli asmatici.

Alcuni di questi bambini soffrono di una particolare forme d’asma, la cosiddetta asma eosinofila.1 Secondo recenti studi, – condotti però soltanto con pazienti adulti, – iniezioni mensili di nuovi farmaci biologici, realizzati con anticorpi monoclonali diretti contro l’interleuchina IL-5, potrebbero rappresentare una soluzione.2  Ma queste nuove terapie, recentemente approvate dall’ente regolatorio statunitense per i farmaci (Food and Drug Administration), non sembrano avere un effetto apprezzabile sull’iperreattività bronchiale né sulla funzione respiratoria.3 È per questo, forse, che chi soffre di una diversa forma d’asma migliora solo momentaneamente, per una riduzione non permanente dell’infiammazione, e torna a peggiorare appena sospeso il trattamento, dopo un certo periodo di esposizione ai fattori scatenanti.

Va ricordato, inoltre, che non è stato ancora trovato il modo di individuare con precisione le persone con maggiori probabilità di trarre beneficio da queste nuove terapie.2 E, comunque, non sappiamo nulla della loro sicurezza nei bambini. Senza contare che i costi di questi farmaci sono alle stelle: un anno di cure costa da 10 a 15 mila € l’anno.4

 

Imparare a curarsi meglio

Ma gli effetti ottenuti con terapie innovative, ma costose e ancora da studiare a fondo, possono essere ottenuti in altro modo? Sembra di sì, tenuto conto che, in tutti i bambini con asma grave persistente, il controllo del rischio pediatrico nell’asma può essere raggiunto non soltanto con nuovi farmaci, ma anche imparando a curarsi meglio (con la cosiddetta educazione terapeutica), riducendo il contatto con l’allergene e migliorando la qualità dell’aria respirata.
L’esperienza dell’Istituto “Pio XII” Onlus di Misurina, – l’unico del genere in Italia, – sta a dimostrare che un soggiorno di cura in alta quota consente di recuperare un migliore controllo e una più sicura sospensione della terapia di fondo nel bambino asmatico o con respiro sibilante, specie se con asma grave o resistente alle terapie.5

Questo beneficio si concretizza in un significativo miglioramento nel controllo dell’asma dei pazienti, sia allergici, sia non-allergici, al termine di un soggiorno di 12 settimane in alta quota, con la sospensione del trattamento con steroidi nel corso del soggiorno in circa il 40%, dei pazienti e la riduzione media del 50% nel dosaggio dei farmaci negli altri pazienti.6

 

Riferimenti

  1. Douwes J et al. Thorax 2002;57:643-648.
  2. Anderson WC 3rd, Szefler SJ. J Allergy Clin Immunol. 2015;136(4):84859.
  3. Flood-Page PT et al. Am J Respir Crit Care Med 2003;167(2):199–204.
  4. Patterson MF et al. J Asthma Allergy 2015;8:125-134.
  5. Rijssenbeek-Nouwens LH et al. Eur Respir J 2012 40:1374-1380.
  6. Charpin D. Eur Respir J 2012;40(6):1320-1321.