Asma infantile grave: la soluzione è in alta quota

Asma infantile grave: la soluzione è in alta quota

Intervista al direttore scientifico dell’Istituto “Pio XII” Onlus, Dottore Alfredo Boccaccino

DottAlfredoBoccaccino

Quali sono i vantaggi dell’aria pulita di montagna?
L’asma dipende da un’interazione fra fattori ambientali e genetici. L’aumento di allergie respiratorie nei bambini fra i 4 e i 6 anni esposti a forte inquinamento è un dato ormai consolidato: ozono e particolato sottile, infatti, causano la formazione di radicali liberi, che possono danneggiare componenti essenziali del nostro organismo, come le proteine, i lipidi, lo stesso DNA. A ogni aumento del PM10 nell’atmosfera, si è notato, aumentano gli accessi al pronto soccorso di bimbi in crisi asmatica. E i più piccoli sono i più vulnerabili proprio agli inquinanti atmosferici.

L’esposizione continua a questi agenti patogeni riduce anche l’efficacia delle terapie?
Allergeni e inquinanti sono in grado di ostacolare l’azione dei farmaci corticosteroidei. Al punto che, secondo le statistiche, il 5% dei piccoli che soffrono d’asma hanno sintomi cronici o gravi riacutizzazioni. La chiamano “asma problematica” e riguarda oggi circa 42 mila bambini.

Però anche la talassoterapia è benefica per le affezioni respiratorie. Meglio il mare o la montagna?
Mare e montagna hanno alcuni vantaggi in comune: minore presenza di allergeni e inquinanti nell’aria, maggiore esposizione ai raggi UV, con incremento dei livelli di vitamina D, che rafforza le difese immunitarie, e riduzione dei fattori di stress emotivo sul nucleo familiare. Però la montagna ha una qualità in più: la ridotta pressione parziale di ossigeno, che favorisce una migliore espansione dei polmoni e contribuisce a ridurre l’iperreattività dei bronchi. I risultati sono molto buoni: si consideri che dopo un soggiorno di 12 settimane nel nostro Centro il 40% dei bambini può sospendere il trattamento con steroidi e il restante 60% ne può dimezzare il dosaggio.
In passato, si parlava del “miracolo” di Misurina, perché molti avevano notato che i bambini con patologie respiratorie, dopo un soggiorno di qualche settimana qui, tornavano a casa guariti senza essere sottoposti a terapie particolari.

Chi è il paziente-tipo dell’Istituto “Pio XII” Onlus?
Siamo specializzati nella cura dell’asma di difficile trattamento, un “calderone” dentro il quale troviamo un po’ di tutto, dalle patologie difficili e quelle meno complesse, però trattate con terapie sbagliate, che hanno finito per peggiorare il quadro clinico del paziente. Lavoriamo in convenzione diretta con la Regione Veneto, ai quali sono destinati 100 posti letto dei 150 complessivi offerti dalla nostra struttura, mentre per ospitare i bambini provenienti dal resto del Paese è necessaria un’ulteriore autorizzazione dal distretto sanitario della ASL competente. In entrambi i casi, ovviamente, è richiesta l‘approvazione del medico curante. Alle prestazioni, poi, è possibile accedere anche privatamente.

Qual è l’approccio terapeutico dell’Istituto?
Si comincia con una visita pre-ricovero, necessaria in quanto l’Istituto “Pio XII” non è un dipartimento di emergenza. Durante la visita, il medico stende un piano terapeutico personalizzato, che chiarisce tempi e modalità del ricovero e della riabilitazione e che dev’essere approvato dal pediatra o dal medico curante. Nel nostro Centro è possibile effettuare test specialistici, quali per esempio gli esami di funzione respiratoria, la diagnosi allergologica, la valutazione della flogosi.

E durante il ricovero?
Va detto anzitutto che i ricoveri possono essere brevi, di 20 giorni, o lunghi anche un anno, nel qual caso accompagniamo il bambino nell’adempimento dell’obbligo scolastico: di solito i piccoli frequentano a Cortina d’Ampezzo. Durante tutto questo periodo l’obiettivo è ridurre progressivamente la somministrazione dei farmaci al bimbo asmatico, che viene sottoposto a monitoraggio continuo clinico-strumentale. Ma importantissimo è anche il percorso educativo cui sottoponiamo i familiari, con corsi per insegnare loro, fra l’altro, la fisioterapia respiratoria domiciliare o la gestione in autonomia della patologia. L’approccio con le famiglie è soft e multidisciplinare – nel nostro staff non mancano educatori e psicologi – e nei loro confronti è sempre aperto un canale di comunicazione diretta. Per alleggerire il peso del ricovero organizziamo anche eventi ludico-educativi, come un corso di sassofono di due settimane, durante l’estate, che diverte i piccoli e consente loro di svolgere un’attività di riabilitazione. Poi, una volta dimessi, i pazienti ritorneranno nella nostra struttura per sottoporsi a controlli periodici.

Scopri le tipologie di servizio dell’Istituto “Pio XII” Onlus di Misurina

L’intervista al Dr. Boccaccino è di Fulvio Bertamini, per Qui mamme. Visita il sito.