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Asma e vaccino anti Covid-19

Covid-19: che cos’è?

I coronavirus sono una famiglia di virus respiratori che possono causare malattie da lievi a moderate, fino a gravi; sono virus che circolano tra gli animali, ma alcuni di essi infettano anche l’uomo.
SARS-CoV-2 o CoV-2 è un nuovo ceppo di coronavirus che prima dell’epidemia del 2020 non era stato ancora identificato nell’uomo.
Il termine Covid o, più correttamente, Covid-19 indica la malattia associata a questo nuovo coronavirus.

Coronavirus: perché si chiama così?

I coronavirus sono virus a RNA (cioè utilizzano l’RNA come materiale genetico) e al microscopio elettronico hanno un aspetto simile a una corona (da cui deriva il loro nome).

Quali sono i sintomi del Covid-19?

I sintomi del COVID-19 variano in base alla gravità della malattia, dall’assenza di sintomi a febbre, tosse, mal di gola, debolezza, affaticamento e dolore muscolare. I casi più gravi possono presentare polmonite che può portare a insufficienza respiratoria.

Sintomi caratteristici (ma non esclusivi del Covid) sono anche la perdita improvvisa o la diminuzione dell’olfatto (anosmia e iposmia) e la perdita o alterazione del gusto (ageusia e disgeusia).

Come avviene il contagio da Covid?

Il Covid-19 viene trasmesso principalmente attraverso le goccioline (droplet) emesse da una persona infetta quando starnutisce, tossisce, parla o respira, e trasmesse alle persone vicine.
Le misure di prevenzione, quali l’utilizzo della mascherina e il distanziamento fisico, sono fondamentali. Le persone infette possono trasmettere il virus sia quando presentano sintomi che quando sono asintomatiche. Una persona può essere contagiosa già uno o due giorni prima della comparsa dei sintomi, ma il picco di contagiosità è durante il periodo in cui i sintomi si manifestano.

Come funziona il vaccino anti Covid-19 a mRNA?

Diciamo innanzitutto a cosa serve un vaccino: serve ad allenare il sistema immunitario a difendersi da un virus, un batterio o anche un parassita che potrebbero provocare una malattia potenzialmente grave.

Con il vaccino a mRNA non si introduce nelle cellule il virus vero e proprio (attenuato o inattivato, come è per molti vaccini) ma solo l’informazione genetica fondamentale alla cellula per costruire copie della proteina Spike, elemento con cui il coronavirus infetta le cellule.

Il virus SARS-CoV-2, infatti, presenta sulla sua superficie delle “punte” su cui si trova la proteina Spike; questa proteina agisce come una chiave permettendo l’accesso del virus nelle cellule, in cui poi si può riprodurre iniziando così la sua replicazione e l’infezione dell’organismo.

Il vaccino Covid mRNA contiene le molecole di RNA messaggero che racchiudono le indicazioni per costruire le proteine Spike la cui presenza stimola il sistema immunitario a produrre anticorpi specifici. In caso di contatto col virus questi anticorpi entrano in azione bloccando le proteine Spike del virus, impedendone quindi l’ingresso all’interno delle cellule. Terminato il suo compito, l’mRNA del vaccino si degrada naturalmente pochi giorni dopo la vaccinazione.

IL VACCINO ANTI COVID NEI SOGGETTI ASMATICI

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Le persone affette da patologie polmonari croniche, come l’asma bronchiale, presentano un rischio elevato di contrarre infezioni delle vie respiratorie comportando un maggior rischio di crisi asmatiche o altre complicazioni, anche gravi. Ad esempio, l’influenza può essere più grave e causare più complicazioni tra le persone con asma. Per questo motivo è importante proteggere i pazienti asmatici mediante le vaccinazioni raccomandate dal Sistema Sanitario.

Vaccino anti Covid-19 e asma

Le persone che soffrono di asma bronchiale, anche nella forma grave, ma che hanno un buon controllo della malattia possono vaccinarsi senza rischi aggiuntivi e la terapia per l’asma prescritta dal medico non deve essere interrotta. Particolare attenzione, nella decisione sulla vaccinazione, va posta in caso di terapie con corticosteroidi per via sistemica (cioè per bocca o per iniezione). La decisione di vaccinare, in questi casi, non può prescindere dalla valutazione della frequenza, del dosaggio e della via di somministrazione dei corticosteroidi, fattori che possono influenzare la risposta immunitaria alla vaccinazione.

Vaccinazione anti Covid e farmaci contro l’asma

Non vi sono evidenze scientifiche che i corticosteroidi assunti per via inalatoria per il trattamento dell’asma possano indebolire il sistema immunitario ed avere impatto sulla efficacia della vaccinazione. In caso di asma non controllata la somministrazione del vaccino va rinviata fino a quando la situazione clinica non sia di nuovo sotto controllo. Se il controllo dell’asma non viene raggiunto nonostante la terapia ottimale, il vaccino deve essere somministrato sotto controllo medico in ambiente protetto (come ad esempio quello ospedaliero).

Vaccinazione anti Covid e allergie?

Nonostante il numero di possibili reazioni di sospetta natura allergica segnalate da chi si vaccina siano numerose, quelle reali e verificate sono rare. Le allergie non rappresentano un fattore di rischio nell’effettuare le vaccinazioni e la maggior parte dei pazienti allergici può sottoporsi a vaccinazione. Alcuni gruppi di pazienti, in particolare quelli con una precedente reazione allergica ad un vaccino o ai suoi componenti, sono a maggior rischio di reazione allergica; pertanto, sarà opportuno eseguire una visita allergologica prima della vaccinazione.

FAQ

Domande e risposte su asma e vaccino anti Covid

E’ importante perché anche i bambini e gli adolescenti possono contrarre il virus, anche se in percentuale inferiore rispetto agli adulti e spesso in una forma più lieve. Però, anche nei bambini può svilupparsi una forma severa e in una piccola percentuale di casi (circa 2 casi/100.000), a seguito dell’infezione può svilupparsi una grave forma infiammatoria sistemica. Inoltre, anche nei giovani si può avere il cosiddetto Long Covid, cioè una serie di sintomi che perdurano molto oltre la risoluzione dell’infezione.

Per ora sono autorizzati i vaccini ad m-RNA, nelle età più giovani (sotto i 12 anni) ad una dose ridotta rispetto a quella utilizzata negli adulti.

Assolutamente sì. Tutti gli studi effettuati dimostrano che in questi soggetti non si hanno maggiori effetti secondari rispetto alla popolazione generale. Unica precauzione: non effettuare la vaccinazione se l’asma è grave e non è controllata. Attendere che l’asma sia sotto controllo. Per ogni dubbio rivolgersi comunque al pediatra o allo pneumologo o allergologo che segue il bambino/adolescente.
Può darsi che in alcuni casi il medico vaccinatore richieda un tempo di attesa post-vaccino più lungo dei soliti 15 minuti.
Per quanto riguarda le allergie, il vaccino non contiene proteine dell’uovo; solo i pazienti con allergie note a componenti del vaccino, devono effettuare una consulenza allergologica e poi effettuare il vaccino in ambiente protetto.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità non è opportuno né utile eseguire il test sierologico prima della vaccinazione.

Non è assolutamente consigliato assumere paracetamolo o qualunque altro antinfiammatorio prima della vaccinazione. La loro assunzione è riservata al controllo di eventuali sintomi che si manifestino dopo la vaccinazione quali dolori diffusi, febbre.

Il comitato per la sicurezza dell’Agenzia Europea del Farmaco (EMA), sulla base di due ricerche recenti eseguite su un ampio campione di popolazione, ha definito la comparsa di miocardite post-vaccino come evento “molto raro”, il che significa che può essere colpita fino a una persona vaccinata su 10.000. Il rischio miocardite è più probabile con la malattia. Bisogna infatti tenere presente che l’infezione da Sars-Cov-2, come molte infezioni virali, può causare la miocardite.

No, i farmaci antiasmatici che sono somministrati per via inalatoria non hanno alcuna interferenza col vaccino. Solo in alcuni casi di riacutizzazione dell’asma in cui si rendano necessari elevati dosaggi di cortisone per via sistemica (per bocca o per iniezione) è consigliato attendere.

Analogamente a quanto descritto nell’adulto, anche nel bambino, il Long Covid può determinare la comparsa di una sintomatologia tardiva e che può persistere per diversi mesi. Tra i sintomi più comuni, che possono anche comparire in tempi diversi ci sono: astenia, affaticamento persistente, febbricola, cefalea, dolori muscolari, disturbi gastro-intestinali, difficoltà di concentrazione.

La protezione non è immediata ma si sviluppa progressivamente dopo almeno 7-14 giorni dall’iniezione. La seconda dose del vaccino rinforza e rende più prolungata la copertura.

Le reazioni avverse al vaccino sono temporanee e di lieve entità. Le più comuni, oltre al dolore nella sede dell’iniezione, sono cefalea, astenia, dolori muscolari diffusi e febbre. I soggetti asmatici non hanno reazioni diverse o più gravi.

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