Essere genitori di un bambino con l’asma

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Sebbene la terapia farmacologica costituisca un sostanziale sollievo per i nostri pazienti, l’asma rappresenta ugualmente una vera e propria sfida sia per loro che per voi genitori.

Ognuno di noi nel corso della propria vita cerca di affrontare le avversità con tutti gli strumenti che ha a disposizione e come meglio può ma, superata la fase di emergenza, l’adattamento ad esse risulta spesso molto difficile e, nel caso dell’asma, può portare con sé problematiche più ampie e diversificate, apparentemente slegate dalla patologia, con ricadute sul piano della relazione genitori-figli e, prima ancora, su quello della relazione di coppia e/o genitoriale.

Dove vanno a finire le emozioni?

Come si percepiscono il bambino e l’adolescente asmatico? Come li percepite voi genitori? Strutturare una certa comprensione della malattia vi permette senz’altro di sentirvi maggiormente fiduciosi e “capaci” nella gestione della stessa ma non sempre queste competenze sono sufficienti: qualità di vita ed equilibrio familiare vi chiedono anche di provare a dare un nome a ciò che accade e a ciò che “vi accade dentro”, ovvero alle vostre emozioni.

Si tratta di un passaggio che molto spesso chiediamo ai bambini/adolescenti di fare, con o senza un supporto professionale, non di rado scordando che ci siamo anche noi adulti e che il nostro “sentire” agisce quale termometro regolativo delle nostre relazioni e del loro mondo emozionale: è infatti davvero difficile riuscire a mettere a tacere le nostre paure, preoccupazioni e frustrazioni così come le nostre soddisfazioni… i bambini/ragazzi ce le leggono in faccia, come una dicitura che passa in sovraimpressione.

Avere cura del vostro mondo emotivo, riuscire a dare un nome a ciò che sentite, metterlo in parole e, se è possibile, poterlo condividere con l’altro genitore diviene allora un ottimo punto di partenza per dipanare la vostra matassa emotiva, depotenziare il turbinìo di pensieri e mettervi quindi nelle condizioni di comunicare con i figli in maniera chiara, congruente, trasmettendo a loro la possibilità di fare altrettanto.

E’ opportuno a tale proposito evidenziare la ormai risaputa influenza degli stimoli emozionali nell’insorgenza delle crisi asmatiche: collera, rabbia, paura, ansia accelerano il ritmo respiratorio, a volte addirittura spezzandolo.

La trappola dell’ansia

Per i genitori risulta talvolta difficile accettare l’individualità, l’autonomia ed il bisogno di autodeterminazione di un figlio, in particolare in presenza di una patologia cronica come l’asma. I bambini/ragazzi, d’altro canto, in tutta risposta a volte elaborano una percezione drammatica della loro condizione, altre volte la negano o banalizzano: in questa circolarità relazionale di frequente accade che la risposta a questi messaggi origini automaticamente dallo stress emozionale.

E’ necessario pertanto che l’intervento multidisciplinare da parte dell’èquipe sanitaria ed educativa valuti eventi e comportamenti di ciascun paziente all’interno del “sistema” familiare in cui si manifesta, prendendolo in carico e rispondendo ai bisogni che manifesta, soprattutto quando questi si declinano in atteggiamenti iperprotettivi da un lato o legàti a difficoltà di accudimento dall’altro.

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