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Quanto è difficile essere genitori di un bambino con l’asma

I genitori sono il vero e proprio anello di collegamento tra un bambino con l’asma e le cure mediche. E di questa responsabilità portano per intero il peso. Sono loro che vengono informati sulle terapie da far assumere al figlio, sulle cose da evitargli (come l’esposizione al fumo e agli allergeni) e anche su quelle che non c’è bisogno di negargli, perché non fanno male e non rischiano di aggravare la sua malattia.

Ma la comprensione e l’esatta percezione della malattia di cui soffre nostro figlio sono spesso influenzate dalle nostre paure, a volte più forti di qualunque informazione ricevuta dal medico, da precedenti esperienze e da ciò che crediamo di sapere in materia di salute. E quando gestire l’asma del nostro bambino è più difficile, anche la nostra vita peggiora, e spesso finiamo per aggravare il peso stesso che noi e i nostri figli dobbiamo sostenere. Tutto ciò può condizionare il modo in cui aiutiamo il bambino a gestire l’asma e può perfino innescare un circolo vizioso che finisce per fare più male che bene.

Il peso che deve sopportare una mamma che si prende cura del proprio figlio con l’asma (come con qualsiasi malattia cronica) è molto gravoso. È un peso materiale, perché alle normali attività di gestione della famiglia, che ricadono quasi sempre su di lei, si aggiungono quelle imposte, per esempio, dalla necessità di mantenere un controllo ferreo sull’ambiente, per evitare di esporre il bambino agli allergeni.

 

Ed è un peso psicologico, perché nella stragrande maggioranza dei casi è su di lei che ricade la responsabilità di prendersi cura del figlio con asma. E così molto spesso, ma certo senza volerlo, finisce per prendersi fin troppa cura della malattia a discapito del malato, per così dire.

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