I TRANELLI DELLA MENTE

Vi sembrerà strano, forse curioso, ma la percezione dei sintomi in una persona con asma non sempre corrisponde alla loro effettiva presenza!

Ognuno vive la propria dispnea in modo diverso in relazione alla percezione dei sintomi e poiché questa si basa su polmoni, bronchi, nervi ed emozioni non sorprende che l’asma di ciascuno sia in realtà così unica, soggettiva e difficile da classificare.

Perché accade questo?

Pur non essendo l’asma “nella testa”, nella percezione di essa sono coinvolti alcuni giochini mentali… da smascherare.

Forse già sapete che con l’asma le vie respiratorie si infiammano, i muscoli che le circondano si restringono e viene prodotto più muco ma la cosa curiosa è che in realtà è il cervello che si occupa davvero di quei sintomi, in altre parole che li percepisce.

E la percezione è un meccanismo altamente soggettivo, diverso in ciascuno di noi!

Immaginiamo per esempio il calore: alcuni rimangono stesi al sole per ore ed ore provando una sensazione di piacere, altri lo tollerano ma a piccole dosi, altri ancora non lo sopportano. Eppure il calore è sempre lo stesso! La stessa cosa vale per l’asma.

Così a volte capita di incontrare dei pazienti la cui percezione dei sintomi risulta molto distorta rispetto alla misurazione medica oggettiva: alcuni percepiscono i loro sintomi più gravi di quanto siano in realtà (overperceiver) con il rischio di curare la loro asma assumendo più farmaci del necessario, altre volte ci sono pazienti che invece sottovalutano i loro sintomi (underperceiver) anche se essi sono significativi, tollerandone il peggioramento senza quasi rendersene conto!

Possiamo quindi aiutare i nostri pazienti rendendoli maggiormente consapevoli di questi tranelli,  condividendo le differenze tra la percezione soggettiva dei sintomi e l’oggettiva misurazione polmonare.

Ebbene si: non sempre quello che decide il cervello è congruente con quanto accade in realtà!