In oltre metà dei bambini con asma i sintomi non sono controllati

Nel 47% dei bambini con asma fino a 4 anni, nel 38% di quelli fino a 11 anni e nel 34,8% degli adolescenti under 17 anni, i sintomi non sono controllati in modo adeguato. È quanto ha dimostrato una recente indagine realizzata dal Centers for Disease Control and Prevention di Atlanta (USA).

Un altro studio della Società italiana di Allergologia e Immunologia pediatrica (SIAIP), i cui risultati preliminari sono stati presentati a Milano il 17 maggio al Congresso annuale della Società, evidenzia che, in Italia, la percentuale di bambini con asma non controllata sale al 55%.

Il fatto che la malattia non sia tenuta sotto controllo comporta più frequenti riacutizzazioni, un peggioramento della qualità della vita, maggior ricorso a farmaci di soccorso, costi più elevati per la sanità e le famiglie e, in definitiva, evoluzione verso la cronicità.

“Sintomi non controllati” significa terapia non adeguata o, più spesso, scarsa aderenza alla terapia prescritta. Forse la più frequente causa di mancata assunzione regolare dei farmaci prescritti dal medico è il timore degli effetti collaterali dei farmaci stessi, in particolare dei cortisonici. Inoltre, tanto i genitori dei pazienti più piccoli, quanto i pazienti adolescenti abbandonano spesso il trattamento nei periodi di benessere, magari sovrastimando il livello di controllo raggiunto e sottovalutando la necessità di effettuare un trattamento continuativo.

Anche per questo è importante, specie nel caso di asma non controllata, non affidarsi soltanto ai farmaci, ma poter usufruire di un programma di ricondizionamento all’esercizio fisico indoor e outdoor (esercizio-terapia/sport-terapia) in altura, come parte integrante della strategia riabilitativa-terapeutica dell’asma. Perché migliora non soltanto la forma fisica, ma anche la qualità della vita correlata alla salute e i sintomi dell’asma. E perché riduce il consumo di corticosteroidi.