Inquinamento e sintomi respiratori: una relazione pericolosa

CutreraIntervista al Prof. Renato Cutrera

Presidente della Società Italiana Malattie Respiratorie Infantili (SIMRI)

Direttore UOC Broncopneumologia, Dip. Pediatrico Universitario Ospedaliero, Ospedale Pediatrico “Bambino Gesù” di Roma

L’aumento delle concentrazioni di inquinanti atmosferici è in relazione con l’infiammazione delle vie aeree e l’incremento delle resistenze respiratorie, in un circolo vizioso connesso alla prevalenza di asma e al tasso di riacutizzazioni? E l’esposizione a concentrazioni elevate di polveri sottili può modificare la risposta immunitaria delle persone atopiche, influenzando la sensibilizzazione agli allergeni?

La prima considerazione da fare è che, quando nelle città, aumentano i tassi di inquinamento soprattutto da polveri sottili, aumentano corrispondentemente i ricoveri e gli accessi in pronto soccorso per i bambini che soffrono di malattie dell’apparato respiratorio. Ciò evidenzia una correlazione tra inquinamento e sintomi sia asmatici sia di altre patologie respiratorie.

La questione poi se gli inquinanti possano produrre alterazioni a livello del sistema immunitario ha a che fare con l’epigenetica, cioè con quei meccanismi che portano l’ambiente (e quindi anche l’inquinamento) a poter modificare il nostro patrimonio genetico. Da questo punto di vista, possiamo dire che sì, l’inquinamento può alterare la risposta immunitaria.

È corretto affermare che la riduzione del contatto con gli allergeni (tanto più se la loro concentrazione è anomala) e il miglioramento della qualità dell’aria respirata (a maggior ragione se questa è sempre più deteriorata), siano tra gli obiettivi nella terapia delle persone asmatiche, specie dei bambini, e in particolare in quelli nei quali i sintomi non sono controllati nemmeno con numerosi farmaci a dosi elevate?

Sugli effetti della miscela tra inquinamento dell’aria ed esposizione agli allergeni (per esempio i pollini) i dati sono ancora provvisori. A rigor di logica, l’associazione tra i due fattori di rischio può costituire un cocktail molto importante, soprattutto nei bambini che abbiano un asma non ben controllata dalla terapia farmacologica.

Sicuramente, per un bambino allergico, per esempio, all’acaro della polvere, poter usufruire di un periodo di allontanamento dall’esposizione all’allergene, di aria più pulita, produce una diminuzione dell’infiammazione bronchiale. Su questo vi sono dati pubblicati da gruppi di ricerca italiani anche su bambini che sono stati ospiti a Misurina.

Da questo punto di vista, lei pensa, professore, che un soggiorno terapeutico in alta quota – grazie alla ridotta esposizione agli allergeni e inquinanti e alla bassa densità di ossigeno nell’aria, – possa migliorare l’asma grave refrattaria, sia nei bambini allergici, sia in quelli non allergici?

Un soggiorno terapeutico in alta quota può contribuire in modo sostanziale. Ovviamente non abbiamo elementi per poter dire che ciò consentirà di fare a meno della terapia medica, ma alcuni dati suggeriscono che questi soggiorni in alta quota, in zone non inquinate e quindi lontane dall’esposizione agli allergeni, possono portare a una riduzione dei farmaci da assumere e quindi a un miglior controllo della terapia.

Quale ritiene che possa essere il ruolo di un Centro in alta quota, come il “Pio XII” Onlus di Misurina?

Innanzitutto, si tratta di un Centro in alta quota, con personale di elevata specializzazione e di esperienza pluriennale nel campo dell’asma. Inoltre, si trova in una posizione che offre le caratteristiche ideali dal punto di vista allergenico e respiratorio, sia per l’altitudine, sia per la purezza dell’aria.

Va anche sottolineato il fatto che la possibilità di far soggiornare un bambino per periodi più o meno lunghi in una struttura come questa consente di svolgere meglio l’indispensabile opera di educazione sanitaria del bambino e della famiglia, di addestramento al corretto utilizzo delle terapie e alle giuste strategie per evitare i fattori scatenanti l’asma.

Perché l’educazione/informazione del bambino asmatico e della sua famiglia è così importante ai fini della cura?

Come tutte le malattie croniche (non solo quelle respiratorie), il messaggio educazionale è fondamentale. Tutte le linee guida sono concordi sul fatto che i risultati migliorano quando la famiglia e il paziente sono informati correttamente sulle strategie preventive e terapeutiche e questa informazione viene rinforzata periodicamente nel tempo.

Un breve soggiorno residenziale in una struttura adeguata a svolgere questa funzione educazionale può sicuramente facilitare e potenziare tale apprendimento.

Scopri che cosa si fa a Misurina per l’educazione di famiglie e bambini con asma