Medicina e salute in montagna

Incontro pubblico con la partecipazione dell’Istituto “Pio XII” Onlus sulla salute in montagna, in collaborazione con Delicious Trail Dolomiti.

Si tiene venerdì 23 settembre 2016, all’Albergo Argentina di Pocol di Cortina (Belluno), dalle 20:30, un incontro pubblico aperto e gratuito sulla salute in montagna.

Le risposte dell’organismo al clima di montagna e alle mutate condizioni ambientali in quota, con importanti differenze nella capacità di esercizio fisico tra la bassa e l’alta quota, ma anche nella reattività bronchiale e nell’espansione polmonare, rappresentano una sfida e al tempo stesso un’opportunità per sportivi, escursionisti, persone con disturbi cardiovascolari o con malattie respiratorie, come pure per medici e studiosi.

Per parlare di questi temi, e anche di preparazione, allenamento e alimentazione per affrontare escursioni o trekking, interverranno, tra gli altri, Annalisa Cogo Presidente Società Italiana di Pneumologia dello Sport, Alfredo Boccaccino Direttore Sanitario Istituto “Pio XII” Onlus di Misurina, Cristina Avoscan, Pneumologa Istituto “Pio XII”, Piergiuseppe Agostoni Professore Ordinario Dipartimento di Scienze Cliniche e di Comunità Università degli Studi di Milano; Coordinatore Area Cardiologia Critica Ospedale Monzino IRCCS di Milano.

AgostoniAll’aumentare della quota – spiega Piergiuseppe Agostoni – diminuisce la disponibilità di ossigeno presente nell’aria e, proprio per compensare questa mancanza, aumentano il lavoro cardiaco, respiratorio, e la pressione arteriosa. Dunque, meno ossigeno a disposizione e inferiore capacità di utilizzarlo. Oggi però disponiamo di nuove conoscenze, tecnologie e strumenti che ci permettono di stabilire il livello di rischio per ciascuno, e di intervenire su quel rischio abbassandolo..

 

Dott.ssa Cristina Avoscan - ISTITUTO PIO XIID’altra parte, l’ambiente di montagna interferisce positivamente con alcuni dei fattori responsabili dello sviluppo di malattie come l’asma. Alla quota di 1.500-2.000 metri, – ricordano Alfredo Boccaccino e Cristina Avoscan, – inquinanti e allergeni sono praticamente assenti e ciò determina una significativa riduzione dell’infiammazione bronchiale. Inoltre, la bassa densità dell’aria d’alta quota favorisce una migliore espansione del polmone. Entrambi questi effetti contribuiscono sinergicamente a ridurre l’iperreattività bronchiale.

 

Grande spazio, dunque. al dibattito sulla possibilità, per persone con patologie croniche (asma bronchiale e ipertensione arteriosa in particolare), di andare in montagna e sugli accorgimenti necessari per far vivere bene la montagna ai bambini.

 Scopri perché l’alta quota fa bene all’asma

Scarica la locandina